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Visualizzazione dei post da marzo, 2025
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"Mio figlio è un casino" di Stefano Rossi è un libro che affronta con umorismo e sincerità le sfide della genitorialità. La storia ruota attorno a un padre che si trova a dover gestire le avventure e le disavventure del suo vivace figlio, che sembra sempre essere al centro di situazioni caotiche. Il protagonista racconta le sue esperienze quotidiane, descrivendo momenti esilaranti e frustranti. Una delle citazioni emblematiche del libro è: "Essere genitore è come essere un giocoliere: devi tenere in aria tante palle contemporaneamente, e ogni tanto qualcuna ti sfugge di mano." Questa frase cattura perfettamente la sensazione di sovraccarico che molti genitori possono provare. Il libro non si limita a descrivere il caos, ma esplora anche i legami affettivi e le lezioni che si possono trarre da ogni situazione. Un'altra citazione significativa è: "In mezzo al casino, ho imparato a trovare la bellezza dei piccoli momenti." Questo riflette l'idea che,...
 In questo giorno, che è la Festa della Donna, l’omaggio che possiamo fare qui è leggere alcune poesie: una dedicata alla donna da Pablo Neruda, una scritta da una donna, Alda Merini, in riconoscimento del ruolo delle donne, e una scritta dalla grande artista messicana Frida Khalo. Per il mio cuore basta il tuo petto Per il mio cuore basta il tuo petto, per la tua libertà bastano le mie ali. Dalla tua bocca arriverà fino al cielo ciò che stava sopito sulla mia anima. E’ in te l’illusione di un giorno. Giungi come rugiada sulle corolle. Scavi l’orizzonte con la tua assenza, Eternamente in fuga come l’onda. Ho detto che cantavi nel vento come i pini e come gli alberi maestri delle navi. Come quelli sei alta e taciturna. E di colpo ti rattristi, come un viaggio. Accogliente come una vecchia strada. Ti popolano echi e voci nostalgiche. Io mi sono svegliato e a volte migrano e fuggono gli uccelli che dormivano nella tua anima.                 ...
 Ricordiamo la nascita di Anna Magnani il 7 marzo 1908🌹 con il capolavoro dedicato a lei da Pino Daniele ....... Anna verrà e sarà un giorno pieno di sole.... . https://youtu.be/txonUj-AFuI?si=-CX42ydel0RM-vJ7
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Iniziamo la nostra rassegna di  Leggo.Parlo dedicata ai testi delle canzoni WOMAN IN CHAINS- TEARS FOR FEARS Nel 1989 venne pubblicata una canzone dei Tears for Fears, il cui titolo era “woman in chains” (“ donna incatenata ”), e che denunciava apertamente una grave problematica sociale, spesso sottovalutata o ignorata. La canzone  parla di una donna intrappolata in una relazione con un uomo possessivo e aggressivo : Roland Orzabal volle toccare questo delicato argomento dopo avere approfondito la conoscenza di culture e civiltà di tipo matriarcale, che si caratterizzano per avere livelli di aggressività quasi inesistenti. Faresti meglio ad amare e a comportarti meglio Donna in catene Donna in catene Chiama il suo uomo la Grande Speranza Bianca Dice che sta bene, ce la farà sempre Donna in catene Donna in catene Beh, mi sento mentire e aspettare è un affare da povero E mi sento irrimediabilmente appesantito dai tuoi occhi d'acciaio È un mondo impazzito Mantiene la donna in cat...
 In occasione del RINGRAZIAMENTO ALLE DONNE dell' 8 marzo Vi invito alla visione del film C'È ANCORA DOMANI presso Parco Palmieri Martignano Lecce  Stringete le schede come fossero biglietti d’amore. Se penso che quanno te ne andrai, non ce sarà più ‘na donna dentro a ‘sta casa. Ivano Tu pensa a porta’ i soldi a casa e a dà ‘na mano a ‘st’incapace de tu’ madre. Ivano Va’ da nonno, chiudilo bene a chiave e poi me la riporti. Fai piano che se se sveja quant’è vero iddio t’ammazzo! -What is your name? -Senti, io devo annà -Bye, Devoannà! Perché non te ne vai? E ‘ndo vado? -De tanti giorni proprio oggi ha deciso de morì -Te l’ha fatto pe’ dispetto, ‘sto disgraziato -Dai mejo così, che t’eri messa ‘n’ testa? Ivano lo sapemo è un farabutto, ma penza ai figli, penza a Marcella. -È proprio a lei che penzo. C’è ancora domani Delia: Ma se po’ sape’ perché questo al primo giorno pija più de me?! Voce off: Quello è omo, no?! Sor Ottorino: Alla fine dei conti, lei è ‘na brava donna de casa...
L’arcipelago delle isole fantasma di Francisco Montaña Ibáñez Il romanzo segue la storia di un ragazzo senza nome che cresce in un mondo pieno di mistero e dolore, segnato dalla perdita e dalla ricerca della verità. Suo padre scompare in mare, lasciandolo con il desiderio di scoprire cosa gli sia successo. Questo lo porta a imbarcarsi in un viaggio fisico e interiore tra realtà e immaginazione, esplorando il confine tra vita e morte. L’opera mescola realismo magico e narrazione poetica, creando un’atmosfera sospesa tra sogno e incubo. Il mare e le isole fantasma diventano metafore della memoria, della perdita e della speranza. "Il mare inghiotte tutto, e chi scompare tra le sue onde non sempre torna indietro." "Le isole fantasma non sono luoghi, ma momenti sospesi nel tempo, frammenti di vite che si rifiutano di svanire." "Ogni viaggio è un ritorno a qualcosa che abbiamo perso, anche se non sappiamo cosa."